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Didattica e pandemia: come insegnare cos’è un museo ai bambini di 6 anni

È POSSIBILE RACCONTARE CHE COSA È UN MUSEO A DEI BAMBINI DI SEI ANNI? COME LO SI PUÒ FARE IN QUESTO PERIODO IN CUI È PIÙ DIFFICOLTOSO PER LE SCUOLE RAGGIUNGERE IL MUSEO?

 

In un periodo così complicato come questo, in cui risulta difficile per le scuole raggiungere il museo, ho scelto di introdurre la classe al museo visitandolo virtualmente. Una divertentissima gita virtuale, in attesa di poterci andare davvero, ed essere già pronti e preparati.
Per iniziare, abbiamo cercato di capire insieme che cosa è un museo. Ho scritto sulla lavagna, in grande, la parola “museo” e, intorno, tutto ciò che loro avevano sentito o si ricordavano di questo grande e misterioso luogo. Sono emersi moltissimi termini interessanti, soprattutto da chi aveva già visitato, precedentemente, un museo: qualcuno ha affermato che “è un posto molto grande, in cui si trovano “cose di tanto tempo fa”, qualcun altro ha dichiarato che “ci sono delle cose vecchie nelle vetrine”, ritrovate da “delle persone che scavano. Tutti questi riferimenti sono stati molto utili per inquadrare ciò che saremmo andati a visitare, virtualmente, tutti insieme, e i bambini si sono sentiti coinvolti nella descrizione di questo luogo.

 

 

UNA GITA SCOLASTICA VIRTUALE AL MUSEO

Ho poi proposto l’attività come se fosse una vera e propria gita scolastica: abbiamo finto di salire sul pullman, siamo arrivati al museo, ho consegnato loro dei biglietti d’ingresso che avevo preparato precedentemente e, finalmente, siamo arrivati all’ingresso del museo prescelto, la Pinacoteca di Brera di Milano. Prima di entrare, ho spiegato loro che al museo ci sono alcune regole da rispettare: bisognerà parlare un po’ a bassa voce e osservare le opere con calma, camminando e non correndo, e, soprattutto, sarà necessario ricordarsi sempre che queste opere non potranno essere toccate.

 

SPIEGARE UN’OPERA D’ARTE AI BAMBINI

Arrivati alla sala XXI, ci siamo soffermati sul dipinto Vergine in trono col Bambino, i santi Anna, Elisabetta, Agostino e il beato Pietro degli Onesti, meglio conosciuto come Pala Portuense. In un primo momento, ho chiesto loro di raccontarmi cosa vedevano all’interno del dipinto: cosa vi colpisce di più? Cosa vi piace? Cosa, invece, vi fa paura? Che emozione staranno provando i personaggi? Abbiamo scoperto insieme il contenuto del dipinto: io li ho semplicemente guidati, semplificando la storia di Pietro degli Onesti e di ciò che Ercole de’ Roberti voleva raccontare attraverso quest’opera.
Alla fine ho chiesto loro di disegnare ciò che gli era piaciuto di più della gita al museo. Sono rimasti tutti molto contenti di questo momento insieme: non sempre viene dato il giusto peso alle ore di storia dell’arte alla scuola primaria, quando, al contrario, questa influisce moltissimo sulla crescita di ogni bambino.

 

 

Articolo di Giulia Meani 

Leggi l’articolo completo su ARTRIBUNE

 

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