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Cos’è il pensiero computazionale

Il pensiero computazionale rappresenta l’attitudine universale e le capacità che consentono di comunicare con la tecnologia.

Se fossimo dei computer svolgeremmo operazioni semplici, ma senza significato. Per esempio se chiedessimo ad un computer robot di cambiare il pannolino ad un bambino, la macchina appoggerebbe il bambino sulla superficie piana più vicina senza delicatezza: il computer non è in grado di pensare come un umano, occorre un metodo “computazionale” che insegni al computer a svolgere i compiti.

 

Come è possibile comunicare con le macchine?  Il pensiero computazionale consente di pensare come un computer, ed allo stesso tempo di pensare come un umano. Quindi è anche la rappresentazione  delle differenze tra computer ed esseri umani.  Per questa ragione si basa sulla presenza di agente, analizzatore e istruttore: insegnare, ragionare ed eseguire operazioni.

 

Perché i bambini sono così bravi ad usare computer e smartphone?

La loro capacità appartiene senza dubbio ad una attitudine ed una evoluzione sociale e storica. Tuttavia, dobbiamo immaginare come la scuola ed il mondo della istruzione abbia introdotto terminologia e logica tipica delle nuove tecnologie; questi insegnamenti e modi di ragionare (logica e struttura) si traducono agilmente nel modo di utilizzare i computer.

La scuola è ricca di materie che introducono al pensiero logico e alle istruzioni: parole come Coding (programmare) sono ormai molto comuni ed in alcune scuole sono presenti sistemi di introduzioni alla robotica chiamata STEM.

Il modo di comunicare, formulare e strutturare i pensieri in un mondo tecnologico necessita del pensiero computazionale.  Tuttavia non è necessario essere degli scienziati per usarlo 🙂 Infatti l’essere umano è e sarà sempre al centro dell’attenzione.

 

 

 

Il ruolo della scuola

  1. Scuola e istruzione sono fondamentali per incoraggiare a questa logica.  E’ chiaro che nel mondo moderno è necessario comunicare alle macchine e con le macchine, qualsiasi sia il nostro obiettivo: le tecnologie vengono usate per fare telefonate così come guidare un’auto …  E’ altresì necessario istruire i bimbi a sentirsi a loro agio con le tecnologie e incoraggiarli all’informatica; solo in questo modo sapranno destreggiarsi nel futuro tecnologico.
  2. Lo smartphone non è solo un giocattolo ma può essere usato in infiniti modi e offre possibilità creative in base a chi lo sta usando. La tecnologia è solo passiva o può essere creativa? Conoscere le tecnologie consente di usarle in modi costruttivi. In altre parole, il pensiero computazionale è la chiave per usare le tecnologie in modo costruttivo e creativo.
  3. L’informatica non è una materia scolastica, consente di sentirsi a proprio agio usando le tecnologie. Quindi, nel percorso di istruzione ci deve essere una fase successiva dove la tecnologia non sarà più il fine, ma il mezzo. Ecco perché critico profondamente la materia di “informatica”, l’informatica a scuola non serve a nulla: il pensiero computazione ci aiuta ad USARE L’INFORMATICA PER FARE QUALCOSA DI UTILE.
    Per esempio: invece di insegnare WORD, è più utile insegnare a scrivere usando Word! Invece di insegnare ad usare il Browser, è più utile insegnare a cercare quello che ti occorre con gol Browser. E’ chiara la differenza? Passare da una azione passiva (Word, uno strumento fine a sé stesso) ad una logica che mi consenta di creare e comunicare (cosa posso fare con Word? Cosa desidero comunicare? Ora che so cosa voglio comunicare utilizzerò Word per esprimermi).
  4. Questa enorme differenza tra mondo reale e digitale. Vi siete mai chiesto come un bambino percepisce la differenza tra il mondo di tutti i giorni e la realtà trasmessa da media, tv e Internet?  Il pensiero computazionale è l’unica chiave logica in grado di formare la mente di un bambino a distinguere gli stimoli reali da quelli digitali: è uno strumento fondamentale per permettergli di PENSARE CON LA SUA TESTA IN UN MONDO ALIENATO DAI MEDIA. In altre parole: il pensiero computazionale aiuta a comunicare con i computer e pensare con la propria testa,  Ecco perché ci sono persone che non riescono a difendersi dalla tecnologia, sono sempre con la faccia sul telefono, non riescono a staccarsi da Facebook e ciò’ che viene trasmesso dai media appare inevitabilmente come la realtà (distorta). Ma questa è un’altra storia, più avanti nel tempo, vi parlerò del pensiero Cyberpunk.

 

 

“Questa enorme differenza tra mondo reale e digitale”

Cosa costituisce il pensiero computazionale?

I metodi caratteristici includono:

  • analizzare e organizzare i dati del problema in base a criteri logici;
  • rappresentare i dati del problema tramite opportune astrazioni;
  • formulare il problema in un formato che ci permette di usare un “esecutore” (nel senso più ampio del termine, ovvero una macchina, un essere umano, o una rete di umani e macchine) per risolverlo;
  • automatizzare la risoluzione del problema definendo una soluzione algoritmica, consistente in una sequenza accuratamente descritta di passi, ognuno dei quali appartenente ad un catalogo ben definito di operazioni di base;
  • identificare, analizzare, implementare e verificare le possibili soluzioni con un’efficace ed efficiente combinazione di passi e risorse (avendo come obiettivo la ricerca della soluzione migliore secondo tali criteri);
  • generalizzare il processo di risoluzione del problema per poterlo trasferire ad un ampio spettro di altri problemi.

Da un punto di vista più sottile, consente inoltre di sottolineare il pensiero trasversale: l’analisi e il pensiero creativo che rappresenta l’abilità più rappresentativa dell’essere umano.  (noi esseri umano infatti possiamo insegnare al robot un posto perfetto per cambiare il pannolino ad un bambino, ma non il contrario; la creatività è una prerogativa intrinseca dell’essere umano. le macchine sono stupide ed hanno bisogno di essere istruite e governate)

 

 

Come si comunica in un mondo tecnologico?

Dobbiamo inoltre considerare un secondo fine del pensiero computazionale: comunicare informazioni comprensibili in modo universale. Il pensiero computazionale è necessario per vivere in un mondo tecnologico, dove siamo a contatto diretto con sistemi di diverse epoche e tecnologie differenti e quindi dobbiamo divincolarci continuamente tra vecchio, nuovo e super-nuovo.   Infatti l’uso delle tecnologie multimediali apre un nuovo modo di comunicare attraverso video, suoni oltre alle parole scritte; tuttavia la forma logica delle informazioni può non essere adatta a trasmettere informazioni del mondo moderno.

Come si insegna ad inviare una email? Non è possibile insegnarlo sul sussidiario; non è possibile neppure insegnare ad usare lo smartphone attraverso un libro: serve il pensiero computazionale, un insieme di attitudini e logiche che permettono di trasmettere i giusti insegnamenti in modo semplice ed efficace.

 

Articolo originale Raffaele Turci

 

 

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