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La storia di Artemisia Gentileschi su Sky Arte

RIPERCORRE LA VICENDA DI UNA PIONIERA NELLA LOTTA PER LA PARITÀ DI GENERE LA PELLICOLA IN ONDA SU SKY ARTE VENERDÌ 8 LUGLIO, DEDICATA ALLA PITTRICE SECENTESCA ARTEMISIA GENTILESCHI

Approfondisce il ruolo centrale che ha avuto l’Italia nel cambiare per sempre la storia dell’arte la serie in sette documentari intitolata Italian Season: un viaggio attraverso le storie di artisti e luoghi iconici. L’episodio in onda su Sky Arte venerdì 8 luglio descrive le vicende di Artemisia Gentileschi, pittrice di straordinario talento, capace di ribellarsi ai soprusi di un sistema maschilista radicato nel tempo.

La vicenda di Artemisia Gentileschi

Lo stupro subito da giovanissima e il processo intentato dal padre Orazio al pittore e amico Agostino Tassi rappresentano il filo rosso del racconto oltreché lo snodo esistenziale di Artemisia. Il regista Pietro Messina ricostruisce le fasi cruciali della vita di Artemisia, ispirandosi al realismo e al tenebrismo di età barocca. Una serie di quadri in movimento con i personaggi della storia ricalcano i reali protagonisti per fattezze fisiche ed energia vitale. Le parole lasciate a futura memoria nelle missive scritte a mano dalla pittrice secentesca fungono da perno della narrazione. Queste testimonianze sono scandite dalle immagini dei quadri e da sequenze ipnotiche, che hanno la stessa forza delle opere della pittrice. Una figura complessa, icona ante litteram delle lotte per la parità di genere.

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Artemisia Gentileschi ovvero: la prima grande artista italiana. Pittrice di scuola caravaggesca, è stata la prima donna a farsi spazio e a ottenere credito in un mondo tradizionalmente riservato agli uomini.

Avete presente quando ancora oggi, nel 2018, vi sentite dire che le donne devono stare a casa a fare i figli e a cucinare? Beh, immaginate alla sua epoca, fra il 14esimo e 15esimo secolo. E immaginate che, pur avendo la fortuna di un padre che ne riconosceva il talento, e la spingeva a coltivarlo (come fanno oggi, di nascosto, alcuni padri nei paesi integralisti islamici), Artemisia doveva conciliare l’arte con le faccende domestiche perché la madre, Prudentia Montone, è morta quando era ancora una bambina e il suo ruolo le era ricaduto addosso. Alcune delle sue opere, Giuditta che decapita Oloferne su tutte, sono tra i massimi capolavori del 600. La prima dei sei figli di Orazio Gentileschi, pittore pisano di discreta fama e fortuna. Grazie alla frequentazione, probabilmente soltanto indiretta, di Michelangelo Merisi, è diventata una delle più autorevoli esponenti della scuola caravaggesca. La delicatezza del tratto e i giochi di luce dei suoi quadri sono alcuni dei marchi di fabbrica di Artemisia Gentileschi, caratteristiche ricorrenti al pari della sua propensione a raffigurare costantemente donne coraggiose e indomite.

Diventata nei secoli un’icona femminista, Artemisia Gentileschi ha affascinato scrittori e critici. Tra i libri che le sono stati dedicati spiccano due romanzi, Artemisia di Alexandra Lapierre e soprattutto La passione di Artemisia, scritto da Susan Vreeland. Alla straordinaria pittrice italiana è stato dedicato un film, Artemisia – Passione Estrema, diretto nel 1997 da Agnes Merlet. Nel 2010 Ellen Weissbrod ha realizzato un documentario, A woman like that, su Artemisia Gentileschi pittrice, donna e madre. Dei suoi detrattori, anche tanti altri artisti, che hanno continuato a tormentarla e sbeffeggiarla dopo morta, pochi ricordano i nomi, qualcuno è finito nel dimenticatoio. Il messaggio di Artemisia Gentileschi, invece, ha attraversato forte e chiaro i secoli. E oggi lo riceviamo ancora.

 

Articolo tratti da Artibune (link articolo originale) e Marie Claire (link articolo originale)

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